giovedì 7 giugno 2012

Balla la terra

Bruno Tognolini è un poeta, da ieri ho la certezza che è un grande poeta.
Lo pensavo, ma poi me l'hanno detto con gli occhi anche tutti i bambini e quindi adesso son sicuro. L'hanno detto gli occhi che hanno ascoltato questa


Oggi non piove
la terra non si muove
Vola farfalla
la terra oggi non balla
Ieri pioveva
la terra si muoveva
Sabbia di mare
casa mia non sa ballare
resta ferma e cade giù
casa mia non ce l'ho più

Ma oggi non piove
facciamo case nuove
case farfalla
gentili le vorrei
che se la terra balla
loro ballano con lei

L'hanno detto anche le bocche rimanendo a lungo aperte, finché lei ha rimato con vorrei. E allora l'hanno detto anche le mani, regalando un lungo applauso. Alla fine l'hanno detto perfino le maestre, alcune, mica tutte, chiedendo "quella poesia sul terremoto".

"Grazie delle poesie!" mi ha detto quel bambino, prima di scappar via, trascinato dal maestrale, il vento che soffian le maestre quando è tempo di tornare in classe.

Che iddio ti cerry!

sabato 12 maggio 2012

Dal maestro

"Veramente rivoluzionario è il segnale segreto dell'avvenire che parla dal gesto infantile"

"La fata presso la quale si ha diritto a un desiderio, c'è per ognuno. Solo pochi però riescono a ricordarsi il desiderio che hanno espresso: così, nel corso della loro vita, solo pochi si accorgono che si è realizzato."
Walter Benjamin

Che iddio ti cerry!

martedì 1 maggio 2012

La semplicità


La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia,
in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l'anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore.
Alda Merini

A tutti quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo, a tutte le volte che ce l'ho messa anch'io, e forse anche e soprattutto a quelle volte in cui ho avuto paura di non riuscire a mettercela più.

Che iddio ti cerry!

domenica 15 aprile 2012

Chiamatemi albero

Essere chiamato "albero" ancora mi mancava. E non poteva essere che una bambina a farmi un regalo così bello. Benedetta, il tuo nome. Grazie piccola, e mi raccomando, quando saranno pronte, voglio tutte le storie che avrai saputo scrivere con tutte le parole che ti ho regalato (e te ne ho regalate davvero tante, molte ma molte di più che a tutti gli altri, anche se la mamma diceva che dovevamo lasciarne per gli altri bambini... tranquilla mamma, ce ne sono per tutti, vero Benny? ...ma questo è un nostro segreto, la mamma può anche non saperlo).
Un grazie enorme anche a te, San Tippe. Santo subito ti ho fatto, amico operaio, ma santo laico è Tippe, io lo so, e santo anarchico, così ti nomino dichiaro e investo, mia spalla commovente inaspettata e pura, di una purezza che è quasi solo dei bambini e dei santi, come San Tippe.


Che iddio ti cerry!

lunedì 9 aprile 2012

Quando nasceva il mio papà


Che iddio ti cerry!

sabato 7 aprile 2012

Fenomenologia del sidecar



Non so voi, ma la mia educazione sentimentale alla vita di coppia me l'hanno impartita George & Mildred. Dev'essere per questo che per qualche anno ho girato in sidecar. Una gran figata, anche se spesso ci si ribaltava. Il sidecar permette grandi evoluzioni, sfida le leggi della fisica e si fa un baffo dell'accelerazione centrifuga, grazie allo splendido gioco di complicità fra pilota e passeggero, che con il suo costante lavoro di riequilibrio del baricentro e attraverso la cura della distribuzione dei pesi, è un vero e proprio co-pilota. Spinto dal consueto entusiasmo distonico, e dall'ebbrezza che mi contraddistingue per larga parte della mia sobria vita, ho spesso lanciato il sidecar ai limiti, verso i confini dell'universo della velocità di coppia, trovandomi più volte ribaltato e con la faccia che misurava l'asfalto. E' stato solo dopo anni di continue revisioni al mezzo e di cocciuta affezione al sidecar che ho intuito il problema all'origine dei ribaltamenti: il co-pilota non c'era! Un problema di non trascurabile importanza, devo ammetterlo, che, forse perchè troppo suggestionabile, non avevo considerato con la necessaria attenzione.
Con una Vespa 50 Special ora viaggio più sicuro e anche più veloce, mi gusto la piega disumana e il rombo scoppiettante, ma non dimentico i bei tempi andati del sidecar, perchè anche quando si misurava l'asfalto, ci si divertiva parecchio, più di quelli rimasti a terra.


Che iddio ti cerry!




lunedì 2 aprile 2012

Si torna a scuola...

Alfin delle commissioni
svaniti i santi
il contrattar tramonta in questo mare
l'oro nero si dissolve
fondali di polisemia sfrenata
disvelano
limpide giostre di significanti
 fra abitatori alieni
e qualche calcinculo
ai significati.
Sempre cercando cosa c'è più in là del naso
quasi per caso.


Che iddio ti cerry!