sabato 6 giugno 2026

Stranieri come te

Da un bel pezzo, ormai, la visione di noi stessi e degli altri esseri umani è dettata non dalle somiglianze, ma dalle differenze. Volendo sottolineare l'unicità di ogni individuo, si considera offensivo mettere l'accento sulle somiglianze. Tuttavia, in un momento come questo, in cui migliaia di persone sono lasciate fuori al gelo in balia delle bestie feroci, dobbiamo costruire nuovi legami non esaltando le nostre differenze, ma mettendo in luce le nostre affinità.

Quindi, correrò il rischio e lo dirò.

In un modo o nell'altro, tutti noi stiamo perdendo la nostra casa. Tutti noi stiamo diventando dei senza casa. Tutti noi siamo spaesati. Spaesati: un termine che rende bene l'idea di chi si sente fuori luogo anche dentro il proprio paese - di chi si sente distaccato, estraneo, come uno straniero.
Se si accetta di riconoscere la presenza nel mondo di questo noi, allora la domanda diventa: "Chi siamo noi?"
Come dovremmo chiamarci?
A me piace la parola "straniero". Quando sei uno straniero, sei allo stesso tempo dentro e fuori. Sei lì, ma non proprio. Non sei nessuno, ma hai infinite possibilità di essere chiunque. Essere uno straniero è un antidoto alla gabbia di essere qualcuno. Non è un marchio riduttivo e permanente, come "senza casa", "esule" o "profugo". Il termine "straniero" evoca immediatamente una schietta curiosità e, per chi non è ancora avvelenato dalla paura del diverso, la possibilità di un sincero benvenuto. Sì può dire, allora, che in un modo o nell'altro siamo tutti stranieri? Il concetto di straniero comprende chiunque si sente troppo estraneo alla nostra epoca per rendersi complice delle sue mostruosità, chiunque si sente più o meno senza casa nel mondo in questo momento storico.
Mette tristezza, ma anche allegria, guardare il mondo da questa prospettiva allargata. Perché ci fa capire quanti siamo. Si potrebbe anche dire che tu, io, e tutti gli altri formiamo un solo popolo, un popolo in espansione che travalica i confini. Siamo una nazione in fieri. Una nazione mobile di individui esclusi, dispersi, nostalgici, che ogni giorno ricostruiscono la propria vita dal niente. Siamo tanti... così tanti, che se ci contassimo potremmo scoprire di essere la maggioranza. Il problema, però, è che se non lo diciamo a voce alta, non lo saremo mai. La nostra esistenza raminga, anomala, silenziosa, non assumerà mai una concretezza spazio-temporale se non ci definiamo per quello che siamo. E noi siamo la Nazione degli stranieri.
È una strana nazione, la nostra, ancora in fieri proprio mentre gli stati nazionali sono così sviliti da essere trattati dai padroni del mondo come possibili investimenti immobiliari. E la nostra popolazione si moltiplica man mano che si afferma il nuovo ordine mondiale. Siamo smarriti, distrutti, malinconici forse, ma in qualche modo sopravviviamo meglio di tutti gli altri. È vero che siamo il popolo dei mezzi sorrisi, ma continuiamo imperterriti a guardare le vecchie fotografie per ricordarci di come ridevamo. È vero che non possediamo grandi ricchezze, ma nostro malgrado abbiamo acquisito lo straordinario potere di credere in noi stessi anche se nessun altro lo fa. È vero che non abbiamo le idee chiare su chi siamo diventati dopo aver perso la nostra casa, eppure, giorno dopo giorno, troviamo il coraggio di vivere da emeriti sconosciuti. Sappiamo che cosa distrugge una persona - qualunque persona: la perdita non della casa, ma della speranza di poterne ricostruire una nuova. Saremo anche una nazione di cuori semicongelati, ma siamo in grado di sopravvivere senza bussole di sorta. E poiché, da "spaesati", abbiamo sviluppato la capacità di percepire i minimi cambiamenti nell'aria, sappiamo già che in breve tempo molti altri impareranno a vivere come noi.
In un'epoca di grandi migrazioni di massa come la nostra, noi, la Nazione degli stranieri, possiamo raccontare quello che abbiamo imparato dalla perdita delle nostre case. Dal momento che il mondo intero presto dovrà confrontarsi con l'etica della sopravvivenza, possiamo condividere con gli altri la lezione più importante che abbiamo appreso: come restare umani anche quando non si ha niente e tutto gioca a nostro sfavore. Se gli stranieri avessero una visione comune e parlassero la stessa, nuova, lingua, potrebbero spiegare al resto del mondo perché è senza casa. Potrebbero dire agli altri come sopravvivere con dignità, e dove andare dopo.
Tratto da "Stranieri come te" di Ece Temelkuran



Che iddio ti cerry!

mercoledì 24 dicembre 2025

Ho visto un Gaia Maki


 Che iddio ti Cerry!

martedì 16 dicembre 2025

Benvenuto Luca Carocci

Oggi ho scoperto "Tu che difendi il lavoro" di Luca Carocci, e molte altre.

Tra cui "Serenata per chi è nervoso"



Che iddio ti cerry!

Conta della ronda di notte

In notti come questa, quando non riesco a dormire, mi siedo vicino alla finestra e conto le cose grazie alle quali mi sostengo. Non sono molte, è un rosario di appena quattro-cinque grani, tanti ne sono rimasti. Li ripeto come mia figlia, quando aveva due anni, ripeteva la sera a Berlino: mamma, papà, nonna, nonno, mamma, papà, nonna, nonno, mamma… A volte, quando la corona del rosario le sembrava troppo corta, aggiungeva buda (così chiamava il gatto) e buda-bau (per il cane, un gatto che abbaia). L’intera ronda di notte.

Georgi Gospodinov


Che iddio ti cerry!

Tornano i Gorillaz

E' uscito finalmente il nuovo singolo dei Gorillaz, si chiama "Damascus" e io godo!

Ecco il video:

 



Che iddio ti cerry!

venerdì 2 agosto 2019

Willem van Spronsen

Esiste il bene ed esiste il male.
E’ tempo di agire contro le forze del male.
Il male dice che una vita vale meno di un’altra.
Il male dice che il commercio e’ il nostro scopo qui.
Il male dice che i campi di concentramento per persone ritenute inferiori sono necessari.
Le ancelle del male dicono che i campi di concentramento dovrebbero essere piu’ umani.
Fate attenzione ai centristi.
Ho un cuore di padre infranto.
Un corpo distrutto.
E ho un incrollabile disgusto per l’ingiustizia
Questo e’ cio’ che mi porta qui.
Questa e’ la mia chiara occasione per provare a fare la differenza, sarei un ingrato ad aspettare per un migliore invito.
Io seguo tre maestri:
Don Pritts, la mia guida spirituale, “amore senza azione e’ solamente una parola”
John Brown, la mia guida morale, “quello che e’ necessario e’ l’azione”
Emma Goldman, la mia guida politica, “se non posso ballare, non voglio esser parte della tua rivoluzione”
Sono un sognatore con la testa tra le nuvole, credo nell’amore e nella redenzione
Credo che vinceremo,
Sono gioiosamente rivoluzionario (avremmo tutti dovuto leggere Emma Goldman a scuola invece che le ciance chauviniste che ci propinano, ma sto andando fuori tema). (dovremmo tutti osservare le foto delle eroine YPJ
In questi giorni di hooligans fascisti che attaccano i piu’ deboli nelle nostre strade, nel nome dello Stato o supportati e difesi dallo Stato,
In questi giorni di campi di concentramento/detenzione ad alto profitto e di aspre battaglie sulla semantica,
In questi giorni senza speranza, di vuoti obiettivi e infiniti guadagni.
Stiamo vivendo una fase di fascismo visibile e in crescita (dico visibile, perche’ chi vi ha prestato attenzione lo ha visto sopravvivere e crescere sotto la protezione dello Stato [vedi il libro di Howard Zinn “Una storia popolare degli Stati Uniti”] che ora segue sfacciatamente la sua agenda con la collaborazione del governo e di altri governi in giro per il mondo.
Il fascismo risponde ai bisogni dello stato che risponde ai bisogni dei padroni a spese nostre. Chi ne trae vantaggio? Jezz Bezos, Warren Buffet, Elon Musk, Tim Cook, Bill Gates, Betsy De Vos, George Soros, Donald Trump, e c’e’ bisogno di aggiungerne altri? Lasciatemelo dire ancora: la gente ricca (che pensa che voi non siate cosi’ in gamba), i grandi governi, (tutti i governi ovunque, inclusi quelli “comunisti”) perche’ fanno regole per rendere i ricchi sempre piu’ ricchi.
Semplice
Non pensateci troppo.
(voi patrioti sullo sfondo ci state pensando?)
Per i miei compagni:
Mi spiace che mi perdero’ il resto della rivoluzione.
Grazie per l’onore di essere stato in mezzo a voi.
per avermi dato spazio per essere utile, di sentire che stavo incarnando i miei ideali e questo e’ stato il faro morale della mia esistenza
ho potuto fare del mio meglio per difendere la mia preziosa e meravigliosa gente in un’esperienza troppo ricca per essere descritta.
I miei compagni trans mi hanno trasformato, solidificando le mie convinzioni che saremo guidati verso l’agognato futuro da coloro che oggi sono i piu’ marginalizzati tra di noi. Io l’ho sognato cosi’ chiaramente che non ho rimpianti per non vedere come andra’ a finire. Grazie a voi per avermi accompagnato fino a qui.
Io sono antifascista. Io sto con i compagni in giro per il mondo che agiscono per amore della vita in continuo mutamento. Compagni che capiscono che liberta’ significa vera liberta’ per tutti per una vita che sia degna di essere vissuta.
Abbiate fede
Tutto il potere al popolo
Bella ciao
(Willem Van Spronsen)


Che iddio ti cerry!

Emma Goldman


Che iddio ti cerry!