sabato 26 marzo 2016

Nina, ovvero appunti sparsi attorno a un nome e a una bambina

Nina
quando ti svelò il suo nome non volle spiegarne il perché
Com’era solita fare, lei
trattorino scontroso
Nina l’imbianchina, ma più trattore che imbianchina
A me non restò che amarli tutti
Il trattore, l’imbianchina e Nina
Che poi non era il suo solo nome, ne aveva almeno un altro leggero come l’aria
Donna dei travestimenti non poteva certo accontentarsi di un nome solo
E così ecco Nina
Quel che non sapeva, o forse sì, è che un perché non svelato
È miccia per bomba di perché da esplodere e poi raccogliere con cura da entomologo
Perché le parole, come i nomi, sono secchi da riempire di significati
finché traboccano
E così ecco la Nina di Cechov, da me misero Kostja assillata
Nei tentativi di attrici mai abbastanza Nina per me
O la Nina che Faber ha visto volare tra le corde dell’altalena
Oppure la Nina ti te ricordi
Quanto che gh'avemo meso
Andar su sto toco de èto
Insieme a fare a l'amor…

Cantando il tempo passa veloce e tanto tempo passò e tante cose successero
Che tutte non le ricordo
Anche se alcune le ricordo troppo forte

Fu così che arrivò anche un tempo nuovo per Nina
Questa volta arrivò soffiata dalle labbra della Simo e annunciata dalla sua pancia sempre più rotonda
Che gioia quella volta invitare Nina ad ascoltare Nina
Nina la pancia incontra Nina il trattore… o forse no, beh dai, non proprio…
Nina il trattore si era dovuta fare note e canto per un Baccano che non voleva smettere di correrle vicino, per sempre
Che emozione quel giorno… c’è Nina la pancia, devo fare tutto per bene, non devo sbagliare
E poi c’è anche Pietro, il fiero cavaliere di Nina la pancia…
“Quando nasce Nina io sbrocco!” chissà se questa la Esther se la ricorda… e infatti sbroccai
Disturbo bipolare lo chiamano
Per me è solo gioia in eccesso, incontenibile
Ai tempi del trattore la svuotavo tutta su di lei, giorno per giorno,
lei ne faceva giardino, con pazienza ed aratro, e io mi salvavo
ma ora la accumulo e poi
trabocco nel mondo
E il mondo non è fatto per contenere gli sbrocchi di tutti
Che bello quando Nina mi chiede di leggere un libro
Chissà se lo chiede a tutti, a me lo chiede spesso, come abbia capito
E allora via! Si legge… che poi i libri in fondo sono sempre quelli
Sono per bambini certo, qualcuno potrebbe annoiarsi a legger sempre gli stessi
Ma io mica leggo i libri, io leggo Nina
I libri sono gli stessi, ma le sue reazioni no, sono sempre nuove
Libro più meraviglioso del più sorprendente fra i pop-up
E allora? E allora se Pietro è cavaliere, a me non resta che farmi cavallo…



Nina, Pietro e il cavallo




Nina e Baccano al tempo dei loro favolosi travestimenti
(qui nei panni di Maria Pig e del Nonno di Tony Mannaro)

Che iddio ti cerry!

giovedì 11 giugno 2015

Thank you Buk


Che iddio ti cerry!

mercoledì 10 giugno 2015

venerdì 5 giugno 2015

Parola di Bobo

Essere poeta è portare la croce senza autorizzazione divina.



Che iddio ti cerry!

mercoledì 20 agosto 2014

Saluto a Robin


Sento le voci... è la voce di Robin. Ma no non può essere... e invece sì cazzo è la sua! E mi dice di clikkare su segugio.it...

Ciao Robin, sarebbe bello riaverti tra noi (e atroci sofferenze al tuo dannatissimo doppiatore).

Che iddio ti cerry!

giovedì 14 agosto 2014

Il ladro di orchidee

C'è una certa orchidea che ha lo stesso aspetto di un certo insetto, perciò l'insetto viene attratto da quel fiore, il suo doppio, la sua anima gemella. Una volta volato via, l'insetto vede un'altra orchidea anima gemella e fa l'amore anche con quella, e né il fiore, né l'insetto, capiranno mai il significato del loro atto d'amore. E come potrebbero sapere che è grazie alla loro breve danza che il mondo vive...

Che iddio ti cerry! 

domenica 15 giugno 2014

Milanesi non si nasce

E quando arriveremo, se arriveremo, sapremo essere all'altezza dei nostri sogni. Perché, ora, li abbiamo collocati più in basso della luna. Ci siamo scoperti uomini. Il vitello d'oro era falso. Falsi e tutti uguali i profeti del Potere. Ora ne siamo consapevoli. Dietro di noi il vuoto. Davanti la luna. Seguiamone i raggi d'argento. Anche se il cammino è lungo, il fardello non pesa. Il tempo dissolve i miti, ma l'utopia rimane. A sostenere i nostri passi che sembrano condurre indietro e invece ci portano in avanti, verso un rapporto più cosciente tra noi e la realtà. (Vito Piazza) Che iddio ti cerry!